PeNsIaMoCi !

Come si può leggere nell’intestazione di questo blog, ho intenzione di occuparmi anche di ecologia, argomento attualissimo e alquanto scottante.

 

L’ecologia e l’ambiente sono temi che da qualche tempo attirano molto il mio interesse e che comunque ogni giorno entrano nelle vite di tutti noi, visti i recenti fenomeni (soprattutto climatici) che si manifestano a livello mondiale, fenomeni che sono conseguenza dei nostri errori, di tutte quelle scelte egoistiche che l’uomo sta compiendo, mettendo le sue manacce su ogni tipo di risorsa, decretando così la sua stessa condanna a morte!

Domenica, facendo zapping, mi è capitato di seguire uno stralcio della trasmissione televisiva “Alle falde del Kilimangiaro” su RaiTre www.allefaldedelkilimangiaro.rai.it.

In quel momento Licia Colò stava parlando di tensioattivi, mentre con estrema disinvoltura lavava i capelli ad una ragazza con un composto arancione.

 

 

In breve, i tensioattivi (sintetici) sono sostanze presenti in gran parte dei detergenti e detersivi che usiamo nelle nostre case e che hanno la proprietà di abbassare la tensione superficiale di un liquido, agevolando la “bagnabilità” delle superfici, facendo sì che lo sporco venga lavato via (da sola l’acqua no ci riuscirebbe).

I primi tensioattivi (naturali) della storia furono i saponi di derivazione vegetale e ricavati da foglie, radici, semi legnosi, bacche, cortecce di piante.

Con le condizioni di indigenza creatisi nella seconda guerra mondiale, però, per sopperire alla mancanza di materie prime naturali per la preparazione del sapone, si avviò la produzione di tensioattivi sintetici che hanno rapidamente soppiantato il sapone, inventando gli agenti pulenti più diffusi.

Quindi la maggior parte dei nostri detergenti ha una percentuale di tossicità che può provocare irritazioni cutanee, allergie, dermatiti.

Per quanto riguarda i danni ambientali, i tensioattivi, non essendo biodegradabili, si accumulano, creando uno strato di schiuma sulla superficie delle acque, impedendo così il passaggio di ossigeno.

Di conseguenza, considerando il grande consumo che noi facciamo di queste sostanze (in campo industriale, domestico e cosmetico) il danno è notevole e persistente.a916cac1ae6c21a3e5e2663b0d8334bd.jpg

 

 

A questo punto la domanda è: con cosa stava lavando i capelli di quella ragazza, Licia Colò?

 

E’ presto detto, al posto dello shampoo aveva mescolato due tuorli d’uovo, il succo di mezzo limone e alcune gocce di grappa (massaggiare i capelli e lasciare agire per 30 minuti, con la testa avvolta in un asciugamano, quindi risciacquare abbondantemente), cioè le stava lavando i capelli con un composto, un’alternativa ecologica (che vi farà anche risparmiare un po’!) a un qualsiasi detergente acquistabile nei supermercati.

 

abde13d1130d3337719a323bf9a80d52.gifIl consiglio è quindi quello di leggere bene le etichette dei prodotti, prima di acquistarli, e di ricercare, in particolar modo, sulle confezioni l’Ecolabel, cioè l’etichetta che l’Unione Europea applica dal 1992 sui prodotti e i servizi ecosostenibili, insomma un marchio di qualità ecologica che assicura ai consumatori  una serie di garanzie (il contenimento dell’inquinamento, la corretta gestione e differenziazione dei rifiuti, eccetera).

 

 

Lo so, l’inversione di marcia è estremamente difficile, ma se ognuno provasse a fare uno sforzo personale, sarebbe comunque un piccolo contributo in più…   Pensiamoci.

 

 

FONTI:

http://www.doctorsegalla.com/newsletter/evolution03.php

http://www.ecolabelweek.apat.it

 

Per scaricare l’elenco dei prodotti e dei servizi con Ecolabel clicca qui:

http://www.apat.gov.it/certificazioni/site/_files/Ecolabel/GUIDA%20ECOLABEL_2007.10.12.pdf

PeNsIaMoCi !ultima modifica: 2007-10-23T01:05:00+00:00da leterea
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