Relazioni finite. Educare al cambiamento.

Si d’accordo, la sensazione è di camminare sul cornicione della catastrofe.

Il mondo crolla perché si sgretolano i nostri legami, non solo per il buco dell’ozono o per l’esaurimento delle risorse naturali.

Il contatto col limite certo genera paura, forse anche angoscia.

Ma non è detto.

Se, invece, il contatto col rischio estremo liberasse un inedito senso di responsabilità, una matura coscienza del finito? Come cambierebbe il nostro modo di rapportarci alla realtà? E le nostre relazioni con l’altro, con la vita che forma assumerebbero?

Cosa diventerebbero la famiglia, la scuola, la domanda di trascendenza, i beni pubblici, le relazioni sociali?

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E’ iniziata oggi a Molfetta una due-giorni dedicata soprattutto agli educatori e ai futuri educatori, ma aperta a tutti gli interessati al tema. 

Il Convegno Nazionale “Doppio senso. Relazioni finite. Educare al cambiamento”, organizzato dall’ edizione La Meridiana per i suoi 20 anni di attività, è iniziato questa mattina per concludersi domani sera.

Quest’oggi gli iscritti (più di 300) sono stati accolti nel Seminario Regionale di Molfetta per ascoltare i convegnisti, tutti personaggi attivi della cultura italiana e provenienti dai settori più disparati.

Tra gli altri vogliamo ricordare Antonio Brusa, storico, il filosofo e sociologo francese Edgar Morin, Enrico Euli esperto in metodologia del gioco.

Sono anche intervenuti un magistrato, un pianista, una giornalista, un’antropologa, un critico letterario, un urbanista e addirittura una teologa domenicana.

Insomma, un gruppo molto eterogeneo che ha affrontato il tema del Convegno da tante, diverse sfaccettature che ci hanno portato ad una visione più globale della questione: la catastrofe, come dovremmo affrontarla, come gli altri passaggi catastrofici della storia sono stati superati e sotto quali nuove forme prevediamo di trovare la scuola, la famiglia, la società, la religione, nel nostro futuro.

Alle 21.00 c’è stato infine, lo spettacolo teatrale Spade e cipolle.

Domani mattina, invece, sulle Tracce di pedagogie immaginarie , ci aspetta una serie di laboratori a tema, seguiti da una tavola rotonda in cui interverranno l’epistemologo Mauro Ceruti, il monaco benedettino Michael Davide Semeraro, un deputato e una psicoterapeuta.

Quello che il bruco chiama fine del mondo,

il resto del mondo la chiama farfalla”.

CLICCA PER VEDERE LE FOTO DEL SECONDO GIORNO DEL CONVEGNO:

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Ecco il sito:  http://www.lameridiana.it/convegni/convegni.asp

Relazioni finite. Educare al cambiamento.ultima modifica: 2007-11-24T00:00:00+00:00da leterea
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